domenica 2 ottobre 2016

Riflessioni random: andare oltre essere fangirl

Qualche sera fa, con un'amica cinguettante si parlava di campanilismo calcistico londinese (nello specifico Tottenham SPURS vs. Arsenal) e si è finite a discutere su come determinate passioni riescano, in un certo senso, a condizionare alcune scelte di vita.

Sì, vuoi o non vuoi, loro saltano sempre fuori nei miei discorsi

Come ci si è arrivate?
Parlando del perché ho "scelto" di tifare Manchester United tra le squadre di calcio inglesi. Per merito (o colpa?) dei Take That.
Sì, sempre loro. E sì, sono venuti prima loro di David Beckham tra le motivazioni, ma non divaghiamo.

venerdì 13 maggio 2016

50 Shades of Bummer: a Chris Evans Trilogy

A conti fatti, potrei davvero scriverci un libro per anno, se penso alle sfighe che ho collezionato in questi ultimi due anni (tre premiere).

Riavviamo il nastro.

Lo scorso anno mi sono rifiutata di scrivere qualsiasi resoconto, talmente è stata un'esperienza orrenda. Quest'anno, invece, è stato talmente assurdo e surreale che non posso non raccontarne.
E poi diciamolo, così orrendamente non è andata, se pensiamo all'esperienza nella sua globalità e non ci focalizziamo solo su quel farabutto.

Partiamo da due elementi basilari che mi hanno permesso di spingermi veramente oltre ogni umana dignità in quei quattro giorni:

- La mia host family via per la settimana di Pesach/Passover. Si ringrazia Mosè per aver liberato gli Ebrei dalla schiavitù e me da ogni schedule settimanale.
- L'accredito stampa che la mia salvatrice A. è riuscita a farmi ottenere.

La fonte di ogni (mio) male

giovedì 14 gennaio 2016

Quando qualcuno se ne va...

Questo 2016 non è iniziato granché bene. Almeno per quanto riguarda il mondo della musica e del cinema. Al momento è il 14 di Gennaio e abbiamo già registrato due morti, anche di un certo peso.
David Bowie e Alan Rickman.
Entrambi hanno segnato generazioni di adolescenti (ma anche non).
Il primo non è stato solo un'icona della musica, ma ha influenzato il mondo della moda, l'arte e il suo Re dei Goblin in Labyrinth è un pezzo di storia del cinema, che piaccia o meno.
Il secondo ha fatto crescere praticamente un'intera generazione (mio fratello incluso) con il suo personaggio, Severus Snape, in una delle più importanti saghe degli ultimi 20 anni, Harry Potter.
Certo non stiamo parlando di due pischelli.

Io vorrei soffermarmi su Bowie.


Spesso mi è passato per la mente che avrei voluto essere adolescente/ventenne negli anni '70. 
Per svariati motivi.
Motivi politici: anche se i social media e i selfie con la bocca a culo di gallina non esistevano, ci si divertiva proprio un sacco comunque. I movimenti politici erano il passatempo preferito dei giovani di allora e sono convinta che se avessi frequentato l'università all'epoca, sarei finita in galera e mi sarei innamorata di uno come Accio Benassi.
Per la musica: molti dei gruppi e cantanti che mi piacciono in quel decennio erano al top. E poi a fine anni '70 è nato il Punk, cribbio.
E poi io sono una nostalgica dei pantaloni a zampa di elefante, cosa devo dirvi?

Ma torniamo a Bowie.

Non credo sia brava a sufficienza a scrivere un'ode alla sua musica, la sminuirei e non è il caso. La sua musica non è di questo pianeta.
E non mi stanco mai di ascoltare 10 minuti di Station to Station.
La sua musica è una di quelle poche cose per cui valga la pena stare al mondo.

Bowie c'è in un sacco di cose che mi piacciono.
.
C'è in RadioFreccia.
Se non conoscete la soundrack andate prima di adesso a recuperarla.
(E ora che ci penso, c'è un Benassi anche lì)




Bowie ha ispirato Cherie Currie


            

Bowie era l'ossessione di Christiane F.

            


E poi loro.

            

Bowie era il classico esempio che un cantante può andare al di là delle singole canzoni.
Di idoli e idoletti ne è pieno il mondo, ne è sempre stato pieno da quando il mercato ha capito che i teenagers sono un'ottima risorsa da sfruttare e ricavarne guadagni illimitati.
Ma di icone ce ne sono (state) ben poche.
Bowie era, è un'icona. E lo rimarrà per sempre.

Su di lui in questi giorni si sono versati fiumi di parole e di inchiostro e di byte e credo proprio che questo ennesimo post su di lui sia sufficiente inutile, anche perché riesco a dire veramente poco.
E' da mezz'ora che fisso il monitor del mio laptop sforzandomi di pensare a qualcosa di intelligente da scrivere ma non ci riesco.
Non ce la faccio, perché la sua grandezza era tale che qualsiasi cosa possa dire è superflua, ripetitiva e banale.

Di due cose però sono abbastanza certa: che lui è immortale e che un pezzo di me se ne sia andata su Marte insieme a lui.

mercoledì 30 dicembre 2015

Una Fangirl a Londra

Che io sia la persona più brutta del mondo e che trascuro questo puccipù di blog ormai da tempo immemore, credo sia ormai chiaro e lampante ai più.
Potrei mettermi a snocciolare le scuse più assurde o (più o meno) realistiche, ma probabilmente finirei nel duemila mai a elencarle.

Provo a difendermi con una sola di queste: ho lasciato l'Italia e mi sono trasferita a Londra, almeno momentaneamente. Io spero che da temporanea la situazione diventi permanente, facendo un salto al di là della transenna. Ma questi sono sogni e speranze, lasciamoli da parte per altri contesti.




Cosa ci faccio a Londra? Lavoro come ragazza alla pari (per chi non sapesse di cosa sto parlando: una famiglia mi ospita e mi dà una piccola paga settimanale, io in cambio aiuto con le faccende di casa e soprattutto con le tre pesti che girano per casa - per inciso, tutti e tre maschi, piccoli fanboy di Star Wars crescono).
Come passo il tempo libero a Londra? Principalmente mi vedo con le mie amiche, occasionalmente vado a premiere o becco celebrities per strada *partono risate registrate*. Insomma, pseudo nerd ero in Italia, pseudo nerd sono rimasta a Londra. Anzi, forse sono peggiorata perché la mia amica Pizzi mi ha introdotta al magico mondo di Star Wars (ci sono anche altre motivazioni, se volete leggerle, andate qui) che è un po' l'apice supremo del nerdismo.
Insomma, posti diversi, stesso disagio (con l'aggravante che qui è più facile arrivare alle star).


domenica 20 dicembre 2015

Vita da Fangirl: Le Ship

Ancora devo iniziare a scrivere questo post e già sono provata.
Già ero combattuta sul titolo, Vita da Fangirl o Problemi da Fangirl?
Eh, un quesito basilare. Perché il comune mortale non ci bada a queste sottigliezze, uno vale l'altro per lui.
Per noi altre fangirl invece no.
C'è una sottile linea che separa le due categorie.
E' indubbio che shippare faccia parte della vita quotidiana di una fangirl (altrimenti non lo sarebbe), ma e mettiamoci un grosso e gigantesco MA. Lo shipping implica acuta sofferenza, drammi e nel migliore dei casi soffocamento dovuto ai feelings. Dunque, vi renderete conto che è un grosso, grossissimo problema.
Alla fine è prevalso il raziocinio (?) e ho optato per Vita da Fangirl, è giusto dare al post una connotazione più generale e ammettiamolo, molto di rado le ship possono regalarci momenti di gioia.
Tutto questo preambolo solo per spiegare il titolo, non voglio sapere cosa ne verrà fuori (in realtà DOVREI saperlo, visto che ho fatto addirittura una scaletta).


martedì 21 luglio 2015

Riflessioni random: le convention

Tempo fa avevo toccato già questo argomento, le convention, parlandone in linea generale e tessendone le lodi come manifestazioni di aggregazione di fan e come fantastica occasione per incontrare gli attori di serie tv e/o film preferiti.



Complice sicuramente il grandissimo successo delle convention Jus in Bello e Love&Blood (Fantasy Events), negli ultimi anni c'è stata un'esplosione di tentativi di convention puntualmente falliti.
Negli ultimi mesi, poi, questa escalation ha raggiunto picchi imbarazzanti, dire che viene segnalata una cancellazione a settimana è quasi realistico.


venerdì 27 marzo 2015

La storia si ripete

Sono almeno due giorni che siamo tempestati da questa notizia. Non so in TV quanto ne abbiano parlato, visto che io non vado oltre Top Crime, Giallo e Real Time, ma direi che sui Social Media si è superata abbastanza la soglia del consentito, ma la cosa non mi sorprende anzi, mi sarei stupita del contrario.
Ci ho pensato anche su se farlo o meno questo post, ma ho trovato inevitabile aprire l'editor di Blogger e provare a buttare fuori qualcosa.
In fondo io sono una sopravvissuta, sono abbastanza titolata per parlarne, no?

Se c'è qualcuno che ancora non ha capito di cosa sto parlando, mi riferisco alla dipartita di Zayn Malik dagli One Direction.

Mercoledì pomeriggio c'è stato il delirio totale e completo su Twitter e fino a poco prima che iniziassi a scrivere il post, l'hashtag #AlwaysInOurHeartsZaynMalik era fisso nella top ten dei trendic topic mondiali.



Ammetto che stavo aspettando una mossa del genere, da lui o da Harry Styles, insomma, ogni boyband che si rispetti (e non solo loro) passa da questo step, prima o poi. E' praticamente un copione fisso. Infatti, la settimana scosa, quando ho letto del suo momentaneo allontanamento dalla band per "stress", avevo annunciato la profezia:
Ormai ne ho viste talmente tante di queste situazioni, che le riconosco ad occhi chiusi.

Non vi nascondo che quando è scoppiata la bomba sul social cinguettante, mi sono fatta tante di quelle risate che non avete idea. Non so se per cattiveria o perché mi sembrava di rivedere me, in un certo senso, vent'anni fa.

Infatti il mio primo pensiero è stato: avessi avuto Twitter quando Robbie ha lasciato i Take That, avrei fatto uguale? La risposta probabilmente è sì. Avevo dodici anni ed ero piuttosto scema, d'altra parte l'età quella era.

In linea generale, risate grasse a parte, un po' capisco la schiera di ragazzine che si sono, metaforicamente, strappate la faccia non appena hanno saputo la notizia. Non posso biasimarle né criticarle, io ci sono passata e mi rendo conto che si siano sentite come se avessero loro tirato via la terra da sotto i piedi. Ci sta. E' inutile tirare fuori storie del tipo "Ci sono problemi più seri.", perché tanto è la versione alternativa del "Mangia perché in Africa ci sono bambini che muoiono di fame.
Non voglio giustificare nessuno, ma se delle ragazzine a 15/16 anni o anche meno, si disperano per queste cose, non ci vedo nulla di male, non facciamo i bacchettoni, tutti siamo stati deficienti a quell'età, chi più chi meno.

Quando poi si esagera (e si è esagerato davvero tanto, a vari livelli), allora è tutto un altro paio di maniche.

Innanzitutto Zayn non è morto, ha solamente lasciato una band, che, almeno al momento, continuerà a lavorare. Quindi, cose del genere (a meno che non sia ironico, ma sono sicura ci siano in giro per il mondo altarini del genere, mi è bastato vedere alcune fan art),


E soprattutto non giustifico chi è passato ad azioni più estreme. Parlo dell'autolesionismo.
Mi rifiuto di postare e/o linkare immagini a riguardo perché la trovo una cosa indecente e, soprattutto, voglio evitare di fomentare gesti del genere.
Perché d'accordo la disperazione, ma fotografarsi mentre si sta grondando sangue lo trovo un tantinello esibizionista (per quanto riconosca il fatto che ci siano problemi di fondo, di qualsiasi genere essi siano, non sono psicologa né tanto meno psichiatra).


Nella storia della musica pop (e non solo) abbiamo assistito a numerose defezioni, più o meno dolorose.
Neanche i Beatles si sono sottratti a quello che sembra quasi un vero e proprio rito, quando John Lennon mollò i Fab Four nel 1969.
Mi vengono in mente defezioni nei Duran Duran, nei Backstreet Boys, negli N*SYNC, tra gli altri, anche se quelle che mi hanno colpito in prima persona sono state due.

La prima è quella, appunto, di Robbie Williams nel luglio 1995, quando, tra l'altro una manciata di giorni prima del mio compleanno, molla i Take That. Una sola parola: disperazione.
Pianti, tragedie, disagio molto forte. E come me migliaia di ragazzine.
Da quello che mi risulta, però, non ci sono state automutilazioni o suicidi. E sì, anche allora ci hanno dedicato dei servizi al TG (giuro che non so che darei per mettere mano agli archivi del TG2, ma purtroppo non sono riuscita a tirare fuori nulla da Youtube, a parte il video che segue).



Ho scoperto, in questi giorni di ricerche, che in Gran Bretagna era stato istituito una sorta di telefono amico per le ragazzine disperate. Io adesso rido, ma ci scommetto 10€ che all'epoca, se ci fosse stata una cosa del genere anche qui da noi, avrei chiamato. (DISAAAAAGIO)

La seconda, un po' meno traumatica, ma pur sempre di un certo spessore, è stata quella di Geri Halliwell che ha mollato le Spice Girls.
Ero già più grandicella, il lutto c'è stato, ma non traumatico come quello di Robbie.




Insomma, come dobbiamo concludere?
Da parte di noialtri esterni alla faccenda, facciamoci una grande risata, in fondo l'adolescenza è fatta anche per questo.
Per le Directioners. Ragazze, passa. Si sopravvive e nessuno meglio di me può dirvelo.
Piangete e sfogatevi (nei limiti del buonsenso, sia chiaro) ma poi, ad un certo punto, si mette tutto da parte. Innanzitutto perché Zayn è ancora vivo e vegeto, così come gli One Direction. 
Ci siamo passate veramente in tante e chi più, chi meno, siamo ancora integre. 
E poi chi lo sa, magari è destinato a fare qualcosa di veramente grosso da solo, pensate a Robbie o a Justin Timberlake che ancora dopo tanti anni vincono premi e fanno sold out ai concerti.

E chiudo così, perché


We've come so far and we've reached so high 
And we've looked each day and night in the eye 
And we're still so young and we hope for more 
But remember this 
We're not invincible, we're not invincible - No 



 PS: Proprio mentre stavo finendo di scrivere il post, mi viene segnalato questo tweet (grazie Marina).

Non so che dire, telepatia? La cosa comunque mi inquieta un sacco. :-P

lunedì 23 marzo 2015

#GleeGoodbye

Da dove parto?
Dal fatto che avevo mollato questa serie un anno e mezzo fa perché era diventata la parodia di se stessa oppure che, nonostante tutto, questa serie ha scritto un grosso capitolo della mia vita.
Nel bene e nel male, Glee c'è stato e ci sarà.
E non posso esimermi dallo scriverci due parole.


sabato 3 gennaio 2015

Contest - Lo Hobbit

Visto che la prima volta che provai a lanciare questo contest ho avuto pochi riscontri, ci riprovo. Si cosa parliamo? De Lo Hobbit.

L'ultimo film della trilogia è uscito, molti/e di voi si staranno ancora asciugando le lacrime, altri staranno tirando maledizioni, quello che è sicuro è che vi ha suscitato qualcosa.

Molti di voi conoscono sicuramente GetGlue, un simpatico sito che fino a poco tempo fa mandava stickers reali a chi riusciva a "sbloccarli" tramite check in durante gli episodi di una serie tv, la settimana di uscita di un film o dopo un tot stabilito. Insomma, una vera manna per noi fangirl maniache dei memorabilia.

Purtroppo, da un paio di mesi a questa parte, GG ha deciso di cambiare politica e non spedisce più adesivi reali, dunque se già prima erano chicche, ora sono un vero e proprio tesoro.

Ai/alle fans de Lo Hobbit voglio dare l'opportunità di poter vincere alcuni di questi adesivi.


Ci ho pensato molto a come impostare questo contest. 
Dare un'impronta solo grafica o narrativa non lo trovavo giusto per chi non è pratico, dunque sarà molto libero.

Alla fine ho deciso che dovrete dimostrarmi quanto siete fan.
Come?
Nel modo che preferite.

- Fotografate i vostri gadget.
- Fate una grafica particolare.
- Siete andati sul set o alla premiere? Mandatemi un resoconto scritto e/o fotografico.
- Raccontatemi perché siete diventati fan/perché vi piace tanto l'opera di Tolkien.
- Fate un video.

Liberate il freno alla vostra fantasia e fatemi vedere quanto siete fangirl/fanboy.

I vincitori saranno 2.
Ogni vincitore riceverà metà foglio.

Il materiale deve essere TASSATIVAMENTE mandato via mail all'indirizzo: diariopocosegretodiunafangirl@gmail.com entro e NON oltre il 3 Febbraio 2015.

I vincitori saranno annunciati intorno al 20 Febbraio sia qui sul blog sia sulla Pagina Facebook e verranno pubblicati i loro lavori, ovviamente io sarò l'unica giudice in merito, con una piccola consulenza familiare in quanto ho in casa un fanboy tolkieniano.
Verranno contattati poi via mail per avere i dati di spedizione.

Chi aveva già provato a mandare il materiale per il primo contest è automaticamente in lista.

Per qualsiasi chiarimento, non esitate a contattarmi.

PER CHI DECIDE DI FARE IL VIDEO: se inviarlo via mail vi risultasse difficoltoso, caricatelo pure su Youtube/Vimeo/dove vi pare e mandatemi il link in mail per visionarlo.

PS: In foto ci sono anche uno sticker di Star Trek - Into The Darkness e di Sons of Anarchy, quelli NON SONO COMPRESI.

giovedì 25 settembre 2014

L'Evoluzione Tecnologica della Fangirl

Sottotitolo: Dai Quaderni coi Ritagli a Twitter passando dai Diari di Scuola.

C'è stato un tempo in cui essere fangirl, dal punto di vista tecnologico, era molto più artigianale.
In un certo senso, ne avevo parlato nel post su Sposerò Simon Le Bon, ma qui analizzeremo reperti archeologici personali e ci focalizzeremo sull'essere fangirl prima di internet e soprattutto dei social.

Diari 2000 - 2001 - 2002 rispettivamente della sottoscritta (2000) e di Fede (2001/2002)